Quale secondo nome dare al bambino? Obbligo o tradizione familiare, disinteresse o desiderio personale, i pareri sono divergenti quanto all’attribuzione di un secondo o di un terzo nome al piccolo. Se è un maschio, sarà il nome del nonno, o del padrino? E per una femmina, quello delle nonne, o della madrina? Difficile il mestiere di bebè…   Già trovare il nome “principale” è un vero rompicapo, figuriamoci darne altri… diventa un incubo! Alcuni genitori sceglieranno la soluzione di comodo: “Un solo nome, è già abbastanza!” mentre altri prenderanno il tempo per riflettere.  

Proseguire la tradizione, assicurare la “discendenza” attraverso i nomi

Si può vedere l’attribuzione del secondo o addirittura del terzo nome sotto diversi angoli. È una sorta di eredità familiare che si trasmette al bambino, dandogli per esempio il nome di un nonno o di una nonna. Per mantenere la genealogia, conservare un ricordo della generazione precedente. Dare il nome di un membro della famiglia è una bella prova d’amore ma anche un orgoglio di trasmettere un patrimonio.  

Portare il peso familiare

Maurizio o Giuseppe, Silvia o Teresa, è evidente che esitiate a dare come altri nomi quelli della bisnonna o della zia. Non darlo non è grave, siete voi a decidere! Se trovate che conservare questa tradizione è ridicolo, è un vostro diritto! Alcuni genitori vedranno addirittura un handicap nella vita di tutti i giorni del bambino. I giochi di parole sui nomi sono frequenti a scuola, e questo potrebbe traumatizzare il vostro bambino.  

Doppia cultura, doppio nome!

La questione si pone quando i genitori sono di nazionalità diversa. E perché non dare un nome di ogni cultura! Per fare un esempio, quello di un papà francese e di una mamma italiana che chiameranno la loro figlia Giulia Josephine. Osate! Non bisogna dimenticare le proprie origini, ma al contrario fare in modo che il vostro bambino ne sia fiero!  

Semplicemente perché ci piace questo nome…

Tra quelli che vogliono assolutamente perpetrare la tradizione familiare e quelli che al contrario vogliono allontanarsene, esiste una terza via, quella dei genitori che attribuiscono un secondo nome (e perché no anche un terzo) al loro bambino semplicemente perché lo trovano carino. Per i genitori che fanno fatica a mettersi d’accordo, ecco un bel compromesso! Ognuno darà il nome cha ama. A proposito, se il vostro bambino detesta il nome che porta e preferisce scambiarlo con il suo secondo nome, potrà formulare una richiesta legale presso un giudice di affari familiari. Bisognerà allora che sia maggiore di 13 anni e che dettagli le ragioni della sua scelta. Soltanto il giudice potrà accordare il cambiamento. Una cosa è certa, i gusti sono soggettivi, la scelta di dare altri nomi al proprio figlio non si discute!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.