Riconoscere il proprio figlio

L’atto di riconoscere un figlio è spesso confuso con la dichiarazione di nascita, anche se queste due procedure non coincidono affatto. Il riconoscimento di un figlio naturale è un atto solenne e irrevocabile.

Riconoscere il proprio figlio permette di iscriverlo ad una filiazione e offrirgli una storia familiare che lo aiuterà a costruirsi. Il genitore che ha effettuato il riconoscimento assume nei confronti del figlio dei diritti, ma soprattutto dei doveri e un impegno incondizionato. Si presentano due casi:

Riconoscere un figlio nato da una coppia sposata

La legge considera che il matrimonio è basato sulla fedeltà. Di conseguenza, i coniugi sono considerati i genitori del figlio appena nato e il marito è il padre presunto. Il figlio è quindi considerato “legittimo” e non ci sono procedure da seguire, a parte la dichiarazione di nascita. Sull’atto di nascita compariranno i nomi del padre e della madre.

Riconoscere un figlio nato da una coppia in unione libera, al di fuori del matrimonio

Il riconoscimento è l’atto con cui una persona dichiara di essere genitore di un figlio nato al di fuori del matrimonio, con conseguente acquisto, da parte del figlio, della posizione di figlio ’naturale’. Solitamente il riconoscimento avviene alla nascita del figlio, da parte di uno o di entrambi i genitori, però non deriva automaticamente dalla nascita, ma richiede una apposita dichiarazione. Il figlio naturale riconosciuto ha una posizione sostanzialmente uguale a quella del figlio nato durante il matrimonio (detto ’legittimo’). Infatti i genitori hanno nei suoi confronti gli stessi obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione che avrebbero nei confronti di un figlio legittimo. Inoltre, acquista diritti successori nei confronti dei genitori come un figlio legittimo. Si esclude, invece, che nascano legami di parentela tra il figlio naturale riconosciuto ed i parenti del genitore. Il cognome che acquista il figlio naturale è quello del padre, se i genitori lo hanno riconosciuto insieme, altrimenti quello del genitore che ha provveduto al riconoscimento. Se il figlio è stato riconosciuto prima dalla madre e poi dal padre, spetta al figlio la scelta del cognome. Tuttavia, finché il figlio non abbia raggiunto la maggiore età la scelta è fatta dal giudice, ma può essere sempre modificata dall’interessato.

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