Come superare un aborto?

Dopo lo choc di un aborto, la collera ed i sensi di colpa ci invadono. Un aborto spontaneo è uno choc traumatico che ognuna di noi supera a modo suo.

Un aborto   è il contrario della gravidanza, come una strega cattiva che arriva a rovinare tutto nelle fiabe. È la disillusione assoluta, che si somma ad un sentimento di impotenza. Non possiamo farci niente. È una storia che finisce male e spesso segue la depressione. Superare questa prova, significa accettare la vita così com’è fatta.

La tristezza domina dopo un aborto

Dopo la collera di non aver potuto far nulla, ci si sente tristi e impotenti. Si ha l’impressione di aver fallito, e la depressione ci invade. Ci si sente colpevoli di non aver potuto tenere questo bebè, di non essere state all’altezza. Questo è assolutamente normale e comprensibile, perché un inizio di gravidanza rappresenta sogni e speranze simbolizzate dal bebè che nascerà. Parlare di ciò che ci si aspettava da questa gravidanza ci permette di dare un’esistenza propria a questo bebè. Imparare ad esprimere il dolore a parole, condividere i sentimenti con il nostro compagno, che aveva anche lui dei progetti, è un buon inizio. Troppo spesso i futuri padri sono abbandonati a loro stessi, messi da parte perché non hanno vissuto fisicamente questo aborto.

Un aborto equivale ad un lutto

Si ha l’impressione di essere una nullità, perché a forza di ripetersi di essere incinta, ci si sente diverse di fronte agli altri, arricchite. Perdendo il bambino, si ha l’impressione di perdere il nostro statuto sociale, la nostra ragione di essere. Ognuna ha il suo modo di scaricarsi, alcune si getteranno sui lavori domestici, altre passeranno ore a riflettere. Ognuna si rimette da quest’esperienza traumatizzante in modo diverso, questo dipende dalle speranze riposte nella gravidanza. Accettare la realtà è un primo passo verso la vita sociale. Dare un nome a questo bebè, dirsi che aveva un’esistenza propria che si è conclusa troppo presto permette di adattarsi più facilmente alla situazione. Riconoscendo la sua morte, si accetta la nostra impotenza. Il fatto di avere dei pensieri morbosi è normale. La morte fa parte della vita, ma il semplice fatto di pensarci non vuol dire che una persona morirà. I nostri cari sono la migliore protezione contro la depressione. Sapendo che non siamo sole, che il lutto è portato da altre persone oltre alla nostra coppia, si stabilisce un sentimento di appartenenza. Apparteniamo ad un tutto, ad un gruppo di amici, alla società prima di essere futuri genitori e questo ci fa bene

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