Provocare il parto

Il bebè si fa attendere? Prima di chiedere al tuo medico di provocare il parto, assicurati di aver veramente oltrepassato il termine! A volte può trattarsi semplicemente di impazienza e non c’è niente di allarmante se il bebè arriva 2 o 3 giorni dopo la data inizialmente prevista!

A partire da quando si può decidere di provocare il parto?

A partire dalla 42° settimana di amenorrea il termine della gravidanza è passato e la futura mamma necessita una stretta sorveglianza. Questo succede spesso e si tratta della causa principale per cui si arriva a provocare il parto.

Superare di molto il termine della gravidanza può mettere in pericolo il bebè

Quando la gravidanza si prolunga, il bebè può essere in pericolo perché la placenta invecchia e il suo ruolo di scambio non è più ottimale. Il tuo piccolo riceve meno nutrimento e il passaggio dell’acqua e dell’ossigeno possono essere perturbati. La diminuzione del liquido amniotico lo disturba e il bebè si muove di meno. Durante questo periodo, il tuo angioletto sarà messo sotto “stretta sorveglianza” per allontanare i rischi di sofferenza o addirittura di morte fetale. Se constati perdite di sangue o deboli perdite di liquido amniotico, devi recarti immediatamente alla maternità!


Un parto in programma

Il medico che decide di programmare il parto della sua paziente ha la responsabilità di verificare alcune condizioni. Deve assicurarsi che l’inizio della gravidanza sia conosciuto con precisione. Non deve esistere nessuna contro indicazione al parto per via bassa e il collo deve essere favorevole, cioè aperto, maturo e centrato. Nel caso contrario, la futura mamma dovrà recarsi tutti i giorni o quasi alla maternità per sorvegliare il bebè. I medici ne approfitteranno per far maturare il collo con l’aiuto di creme o di compresse.


Come avviene un parto provocato?

La futura mamma entra il giorno prima o la mattina stessa in ospedale. I medici utilizzano l’ossitocina. Il prodotto è iniettato per via intravenosa e la sua dose aumenta poco a poco fino ad ottenere contrazioni regolari. Si può ugualmente somministrare alla futura mamma la PGE2 (Prostine, Prepidil) per via vaginale. La mamma a digiuno è messa sotto ecografia e peridurale in attesa del bebè. Il cesareo è ugualmente previsto nel caso in cui il bebè non possa nascere per via naturale: parto che si prolunga troppo, sofferenza fetale

 

 

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