La dilatazione del collo dell’utero Il grande giorno è arrivato, stai per partorire. Hai perso le acque e già avverti le prime contrazioni. A questo stadio, ti poni numerose domande angoscianti. Ecco le risposte di Lamiagravidanza.com per restare tranquilla.  

Il collo si dilata per preparare il parto

Il segnale di inizio del processo del parto, è la perdita delle acque . A questo punto, il bebè non è più difeso dall'ambiente esterno ed è esposto a possibili infezioni. Ne segue rapidamente l’arrivo di contrazioni molto più forti di quelle che hai conosciuto nel corso della gravidanza. Quando inizia il travaglio vero e proprio, il collo dell’utero si appiana completamente, cioè fa un tutt'uno con la parete uterina, e grazie alle contrazioni sempre più intense che stirano le sue fibre muscolari, si dilata fino ad arrivare a circa dieci centimetri di diametro. In questo modo utero e vagina formano il canale del parto attraverso cui uscirà il bambino. Fino ai quattro-sei centimetri di dilatazione (prima fase) di solito le contrazioni sono abbastanza distanziate e sopportabili. È nella seconda fase del travaglio che diventano più dolorose e ravvicinate, e portano il collo dell'utero a dilatarsi completamente. Questa fase può durare da trenta minuti a due ore e per la mamma è più impegnativa, perché le contrazioni si susseguono con un ritmo serrato e si fa fatica a recuperare le forze nell'intervallo fra l'una e l'altra.  

La dilatazione del collo si fa in due tempi

La prima parte del travaglio è in genere più lunga, mentre gli ultimi "centimetri" di dilatazione si acquistano in tempi più veloci. Le contrazioni si fanno più forti e si avvicinano una all'altra man mano che la nascita diventa imminente. Quando la dilatazione della cervice (collo dell'utero) è attorno agli 8-10 centimetri le contrazioni possono essere molto intense (possono durare 90 secondi e più) e molto vicine tra di loro (ogni uno-due minuti circa). Durante la prima fase di solito si rompono spontaneamente le acque. Se le membrane restano ancora integre e il collo dell’utero si è aperto di 4-5 cm, deve essere eseguita l’amnioressi, cioè la rottura provocata delle acque. La fase finale del travaglio dura in genere da 30 minuti a due ore ed è la più difficile da sopportare, poiché tra una contrazione e l'altra non si fa in tempo a riposare. Quando il collo dell'utero è dilatato al punto da combaciare con la circonferenza della testa del bambino, inizia la fase espulsiva, ossia quella delle spinte. Il periodo di dilatazione ha una durata variabile da 2 a 8-10 ore.  

Quando il collo non si dilata correttamente

Se per la maggior parte delle donne la dilatazione avviene naturalmente, può succedere che sopraggiungano delle difficoltà. Contrazioni troppo deboli, assenza di dilatazione… lo staff medico deve allora intervenire. Se le membrane restano ancora integre e il collo dell’utero si è aperto di 4-5 cm, deve essere eseguita l’amnioressi, cioè la rottura provocata delle acque. È infatti importante conoscere l’aspetto del liquido amniotico, che offre sempre una buona indicazione delle condizioni fetali per tutta la durata del travaglio (un liquido tinto di verde, ad esempio, può segnalare una sofferenza fetale). La prima cosa da fare è mantenere la calma. Non devi lasciarti prendere dal panico se la dilatazione ti sembra durare un’eternità: serve tempo per mettere al mondo un bambino! Evidentemente, la situazione non è molto confortevole. Per alleviare il dolore delle contrazioni, puoi camminare. Un po’ di attività permette di distendersi e di calmare il dolore nell’attesa dell’epidurale, se hai chiesto che sia somministrata. La seconda cosa da fare è ricordarsi che il bebè sta arrivando. Cerca di portare pazienza e di restare calma.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.